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poesie e dintorni

Recensione di Irene E. Leo ai miei "Due granelli nella clessidra"

contributo inviato da Salvatore Sblando il 22 gennaio 2011


Ho subito avvertito in una sorta di personalissima ammissione, priva di pretenziosità, un senso particolare tra le pagine poetiche di Salvatore Sblando, autore dalla pelle torinese e dal cuore siciliano, che con la sua raccolta ”Due granelli nella clessidra”, edita LietoColle 2009 si presenta al lettore privo di cappe artificiose. Lo fa in maniera ”quasi” noncurante, ovvero rimane sottovoce a lasciar fluire il suo pensiero poetico con una naturalezza visionaria, quella di chi sa scovare una chiave di lettura del mondo non sovrastrutturale, ma sottile, trasversale. La Clessidra di Salvatore Sblando ha racchiusa in se’ la Poesia. E’ come se si fosse in un qualche modo sostituita degnamente al tempo e al suo intercedere ritmato. Il suo scorrere segna su una via invisibile le tracce che oscillano su una scala di cromie acute e gravi. Due granelli, due volti, in un dialogo immaginato o incastrato tra le maglie della poesia stessa, che avviene e si snoda tra un uomo ed una donna, silente interlocutrice, eremo lontano cui approda il pensiero nel vivere quotidiano.



La città diventa scenario particolareggiato, e poi universale, è il qui e l’altrove, tutte le città. Ed il cuore si perde sugli autobus di un ricordo cercato, ricucito, innaffiato di linfa e sentimento. La malinconia delle cose andate e vissute che affiora è mediata da uno slancio in avanti.

“Verrai nuovamente tempo | a passeggiare sotto i ponti | ad unica arcata …”

Quanto pesa l’assenza, condita dal desiderio. La pietra d’angolo è la ricerca tra le pieghe dei volti e delle strade e degli autobus degnamente vivi, innalzati alla sacralità dei dettagli e alle sue fugature infinite.

“Tu entri a rovistare la mia anima | indenne uscendo…”




Assenza che sfiora la solitudine del non corrisposto, e continua in un ciclico viaggio il suo corso senza l’annosa noia del forse e del perchè, ma si lascia cadere mollemente nelle cose inattese, così piene di quello spirito che le Moire chiamavano destino, e con destrezza e fili d’oro, muovevano.

“Solo il tuo indirizzo ha un passo certo | per il resto è tutto inatteso…”



Fotografie e recensione a cura di
Irene Ester Leo




commenti:

commento di   driveflowers inviato il 10 novembre 2011
Sono convinta che due granelli di sabbia nella clessidra vada letto e approfondito nella sua essenza di storia umana oltre che come potenziale contributo poetico. Le poche parole che la recensione analizza sono fluenti e sensibili, al contempo, da uomo vissuto.

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